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Identikit dei cyberstalkers: la strategia della tensione!

Questo è uno della serie di post che FaS ha composto su questa materia. Li ripubblico per conservarne memoria. Non necessariamente quanto scritto riflette la mia opinione.

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La vita nel webè molto più vicina alla realtà di quanto si possa immaginare. Lo abbiamo già detto e stavolta affrontiamo un capitolo diverso.

Vogliamo farlo con esempi nei quali ciascuno di voi forse troverà (se vi capita ditecelo) spunti di identificazione con vicende realmente accadute.

Nel web potrebbero esserci personaggi di ogni genere a ritagliarsi uno spazio come opinionisti nello stile di certi giornalisti nostrani.

I loro interventi potreste riconoscerli soprattutto per la coerenza dei temi trattati.

Se si parla di una madre sbadata che ha dimenticato il passeggino sotto al bancone del supermercato non ci sono sconti e neppure discussioni, se invece si parla di un tale condannato per aver ammazzato tre bambini facendoli diventare corrieri della mafia le opinioni si sprecano. Che non è vero niente, è tutta suggestione, ma come si permettono di accusare l’adulto che guidava i traffici di sfruttamento di minori, è una caccia alle streghe, e via così.

Se si parla di un gruppo di donne che vengono costantemente censurate da un branco di soggetti inqualificabili non si spende una parola, se invece viene impedito al negazionista appassionato dei temi di mafia di divulgare un volantino che taluni presumono diffamatorio circa la modalità in cui agisce un antimafioso allora vai con le bandiere, gli striscioni, i picchetti contro.

Com’è come non è bisogna comunque dire che ciascuno ha il diritto di scrivere un po’ quello che gli pare, fino a quando non insulta, diffama, minaccia chiaramente qualcuno.

Alle opinioni generalmente è buona abitudine rispondere con altre opinioni. Alle opinioni, se vuoi fare informazione, rispondi con inchieste, dossier, ricerche approfondite, materiale utile che non sia un sentito dire e non sia neppure uno sfogo di urina sul muro.

Chi fa militanza, quella seria, queste cose le sa e le sa talmente bene che non commetterebbe mai un errore del genere. Dunque arriviamo al punto.

Nel web potrebbero esistere anche i sabotatori delle battaglie sociali, delle battaglie di opinione. I sabotatori normalmente li riconosci perché agiscono in solitaria, non risultano associati a nessun gruppo militante, non concordano le proprie azioni di protesta ma sganciano bombe che noi riconosciamo come il mezzo per creare una strategia della tensione.

I sabotatori sono quelli che durante una manifestazione, quando il gruppo ha deciso di fare presidio non violento, alzano lo scontro gettando una pietra in testa a qualcuno e provocando una carica della polizia. A volte sono sfoghi di testosterone e altre volte sono semplicemente delle strategie attuate per far criminalizzare il movimento.

Di sfoggio di testosterone abbiamo modo di vederne anche sul web e in certi casi troviamo anche gli strateghi sabotatori che in un solo minuto riescono a cancellare il lavoro che un movimento compie da mesi.

Come può avvenire il sabotaggio via internet?

Facciamo finta che ci troviamo in sicilia negli anni ottanta e che da un lato c’è la mafia, l’antimafia e tante lotte e ammazzatine e dall’altro ci sono quelli che “la mafia non esiste”. Un bel giorno arriva sciascia e scrive un articolo che parla di professionisti dell’antimafia (quei cosiddetti “professionisti” di cui parlò sarebbero stati ammazzati di lì a poco).

Il movimento in quel caso avrà certamente tante cose da dire, mille ragionamenti da fare, mille opinioni da esprimere con la sicurezza delle proprie ragioni.

Il sabotatore, per alzare il livello dello scontro, scriverà su un volantino anonimo che sciascia è un mafioso.

Sciascia ovviamente dirà che non è vero, perfino i mafiosi diranno che non è vero e il movimento antimafia sarà costretto a mettere in un cassetto i propri corretti
argomenti di opposizione culturale e ad offrire perfino solidarietà a sciascia per garantirgli diritto di parola.

Il sabotatore in effetti non è altro che uno che ama le pasquinate, scrive frasi a sprazzi, concetti sparsi, cose scopiazzate qui e la’, niente di organizzato e strumentalizza perdipiù le cose scritte dal movimento antimafia per rafforzare la sua diffamazione trascinando quel movimento nella nicchia in cui sono relegati i gruppi privi di spessore, senza argomenti, militanti per fanatismo e non per la forza della conoscenza dei fatti e delle proprie ragioni.

Infine il sabotatore legittimerà tutti quelli che si diranno scandalizzati per le cose scritte contro sciascia. Li legittimerà a pensare, dire, scrivere, che il movimento antimafia è esattamente quello che appare attraverso le cose scritte dal sabotatore.

Questa cosa avviene anche su internet. Accade abbastanza spesso che un sabotatore si nasconda dietro progetti e spazi liberati per mettere in difficoltà movimenti seri che non farebbero mai schifezze del genere.

Cosa deve fare chi subisce le conseguenze delle azioni di un simile individuo?

Innanzitutto deve chiarire che un movimento fatto di persone intelligenti non avrebbe assolutamente nulla a che spartire con mitomani che strumentalizzano il tuo materiale per regalare legittimità alla opposizione e vittimizzazione a go’ go’.

Deve chiarire inoltre che la strategia della tensione, quella virtuale, non è differente da quella reale. Si tratta sempre di metodi che servono a mettere in cattiva luce il movimento.

Saltiamo da un argomento all’altro: potreste aver visto interventi apparentemente favorevoli alla lotta per i diritti delle donne ripetere ossessivamente le parole partorite da chi vuole seppellire quei diritti per sdoganarle.

Potreste aver visto certi account facebook fungere da agitatrici sociali, sobillatrici che mettono in cattiva luce le donne.

Potreste aver visto interventi di finti account femminili che sembrano aver digerito tutto il volumedello scum a dimostrare che le femministe sono brutte sporche e cattive

Fateci caso. Se questo succede è strategia della tensione pure quella.

La strategia della tensione è un modo come un altro per gettare fango su di voi e sulle vostre lotte. Diventa doveroso dunque capire chi, come, dove, quando.

Sobillatori, infiltrati, squadristi, cyberstalkers, comunque potrebbero attentare alla vostra serenità e potrebbero compiere un’opera di destabilizzazione del vostro equilibrio. Potrebbero gettare discredito su di voi e su quello che fate e potrebbero fare di tutto per mettervi in cattiva luce.

Potrebbero anche esserci persone che adoperano la vostra firma o un acronimo simile per firmare le proprie deliranti rivendicazioni via internet, dunque bisogna proprio che vi tuteliate per non incorrere in conseguenze che dovreste impiegare un po’ a chiarire.

Voi avete la forza delle idee e dei vostri argomenti. Non avete bisogno di pisciare sui muri, specialmente se si tratta di pisciare cazzate e specialmente se si tratta di pisciare sui muri altrui immaginando che poi tanto arrivano altri a pulire la piscia.

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Posted in Cyberstalking, Ricerche 2010.